Esperimento
eseguito da Antonio
Valmaggia e dal Proff. Marco
Margnelli il 4 aprile 1996
Le due figure
(vedi)
mostrano alcune fasi significative del tracciato grafico che riproduce
le reazioni emozionali di una volontaria, che a tutela della sua privacy,
chiamo "Raffaella", la quale si é sottoposta ad una seduta
di Rebirthing con speciali sensori in grado di registrare diversi parametri.
Abbiamo monitorato in tempo reale la Resistenza Elettrica Cutanea (GSR)
e la Frequenza Cardiaca.
Lo strumento permetteva di osservare le risposte emozionali di "Raffaella",
i suoi battiti cardiaci, in tempo reale, durante la respirazione del Rebirthing
e di registrare e successivamente rileggere e stampare tutti i dati registrati.
Abbiamo utilizzato due semplici sensori:
il primo era basato su due sensori d'argento per misurare la Resistenza
Cutanea
il secondo era un sensore di tipo fotopletismografico per la frequenza
cardiaca.
Entrambi si applicavano alla mano mediante due bande di velcron.
L'esperimento é perfettamente riuscito, specialmente grazie alla
collaborazione di "Raffaella", la quale, nonostante l'artificiosità
della situazione, é riuscita ugualmente a "lasciarsi andare"
emotivamente durante la respirazione.
Ho potuto così dimostrare scientificamente, per la prima volta,
che le emozioni suscitate dalla respirazione cosciente e circolare del
Rebirthing sono reali, frutto dell'emersione di autentici e importanti
vissuti e non "fantasie indotte da stati di auto-suggestione "
come mi era stato obiettato, in modo più che legittimo, durante
una mia conferenza dal più grande studioso e ricercatore italiano
degli "stati di coscienza", il Proff. Margnelli, il quale ebbe
modo di ricredersi proprio grazie a questo esperimento, dando prova di
una lealtà intellettuale veramente rara.
Nel ricordare con grandissima stima la statura scientifica e morale di
questo grandissimo ricercatore, non posso che rinnovare, con affetto,
il mio accorato dispiacere per la Sua recente scomparsa.
Ricerca sugli effetti "curativi"del Rebirthing svolta
presso il reparto di Pneumologia dell'Ospedale Monaldi di Napoli da A.
De Falco e A. De Luca
(tratto dal libro del Dott. Arturo De Luca
"Rebirthing la terapia
della rinascita")
Figura
(1) Prevenzione media in 20 soggetti trattati con Rebirthing della
risposta asmatica precoce e tardiva all'inalazione di un allergene
Figura
(2) Inibizione di istamina e leucotrieni C4,D4,E4 in trenta soggetti
sottoposti a Rebirthing per sequenze di 5 ore al giorno
Ricerca sull'incremento dei campi energetici umani effettuata
a Varese presso il poliambulatorio medico Ariele da Antonio
Valmaggia e dal Dott. Iatri con un prototipo della Camera
Kirlian.
Figura
(1) Alone energetico delle dita delle mani di un soggetto non sottoposto
a Rebirthing
Figura
(2) Alone energetico delle dita delle mani di un soggetto sottoposto
a Rebirthing
La misurazione degli effetti del Rebirthing con la tecnologia
GDV: uno strumento per l'analisi energetica
Ricerca condotta da E. Vignali ed E. Puntaroli*
"Quando la dottoressa Elena Puntaroli mi ha sottoposto ad un test
con lo strumento GDV da lei utilizzato, immediatamente è scaturito
in me il desiderio di verificare con esso l'efficacia di una seduta
di Rebirthing, tecnica da me insegnata.
Lei mi ha confermato che con tale strumentazione sono state effettuate
molte ricerche sull'effetto di varie forme di terapia con risultati
entusiasmanti.
Dunque abbiamo organizzato una normale seduta di respiro connesso e
consapevole con un soggetto senza p r e c e d e n t i e s p e r i e
n z e .
Ovviamente questo test non costituisce una “sperimentazione”
alla quale si voglia dare validità oltre il caso s t e s s o,
ma vuole comunque essere uno spunto di riflessione ed uno stimolo per
ulteriori approfondimenti.
Il GDV (Gas Discharge Visualization), inventato dal russo prof. K.Korotkov(1),
è uno strumento di bioelettrografia che analizza lo stato energetico
a livello fisico-psicologico-emotivo-spirituale, il livello dei chackra,
di organi e apparati e dello stress.
E' una fotografia
(vedi) istantanea da più punti di vista di ciò che
accade in un campo energetico e funziona attraverso le punta delle dita:
secondo la medicina tradizionale cinese ed ayurvedica è possibile
riscontrare sui polpastrelli tutte le corrispondenze del nostro corpo.
Il GDV può essere utilizzato per avere un check up della persona
e per seguirla nel tempo, come un follow up, specie se questa persona
intraprende un percorso terapeutico, utilizza farmaci, modifica lo stile
di vita, etc.: il tutto per misurare i cambiamenti del suo stato energetico,
acquisendo così consapevolezza di sé, dei suoi potenziali
e dei suoi squilibri.
ll test (analisi dei risultati a cura di Elena Puntaroli
Abbiamo deciso di soffermarci solo sull'analisi energetica, escludendo
quella fisica, ed è stato considerato lo stato energetico del
soggetto, donna di 28 anni, prima e dopo la sessione di Rebirthing.
La prima rilevazione evidenzia il campo energetico distinto in quattro
colori:
blu-fisico , rosso- mentale, viola-emotivo, giallo- spirituale.
Il soggetto inizialmente mostrava un campo energetico abbastanza ampio
(area 21843) cioè con un buon quid energetico, anche se un po'
disarmonico, in particolare nelle zone di gola, fegato e gambe, dove
si vedono le parti più frastagliate o interrotte.
La simmetria (93%) si riferisce all'equilibrio tra la parte sinistra
(femminile, emotiva, intuitiva)del corpo e quella destra (maschile,
razionale, assertiva).
Dopo il rebirthing il campo aurico ha leggermente aumentato l'area,
ovvero lo spessore del campo energetico e soprattutto si è riequilibrato,
diventando più omogeneo, con meno aperture, come dovrebbe essere
quando c'è più equilibrio.
Per il soggetto è questo un momento nel quale trova difficile
esprimere il proprio vissuto/potenziale emotivo e creativo e q u e s
t o g e n e r a c onflittualità, c o m e c o n f ermato da lei
stessa.
E' un momento intenso dal punto di vista mentale ed emotivo, sostenuto
da una parte spirituale comunque molto presente, che la sostiene molto.
In momenti come questo in cui viene rimesso in discussione tutto, un
elemento che veicola un'informazione molto importante è il sangue.
Pertanto è energeticamente in subbuglio, proprio come il sé
della persona e lo si vede anche nei diagrammi circolari seguenti.
In essi sono rappresentate la parte sinistra e destra del corpo e sono
visibili i valori di ogni organo e apparato.
La parte esterna dei diagrammi corrisponde all'iperattività,
quella intermedia all'equilibrio e quella interna all'ipoattività.
La linea blu rappresenta i valori prima della seduta quella rossa i
valori al termine.
I valori dei diagrammi si sono smussati e i casi di iperattività
ed ipoattività si sono ridimensionati.
La parte sinistra è inizialmente meno compensata della destra
e questo riflette lo stato di agita z i o n e emotiva, si vede a n c
h e dalla f o r m a : m e n o circolare è la linea, più
c'è squilibrio.
I v a l o r i più alterati sono q u e ll i che sono all'estremo
della zona dell' ipofunzione e dell'iperfunzione.
Il livello di stress è prima della seduta leggermente alto ed
in linea con la maggioranza deivalori iperattivi riscontrati nei diagrammi.
E' considerato un valore nella norma al di sotto del 4, anche se in
casi di depressione, per esempio, un livello di stress troppo basso
denota abbattimento e assenza di stimoli, quindi non è auspicabile
sempre un valore più basso ma dipende dal caso.
Il soggetto non è depresso, anzi ha una forte carica energetica
e nel suo caso è consigliabile un valore più contenuto.
Dopo la seduta il livello si è abbassato entrando nel range dell'equilibrio.
Anche i c h a k r a riflettono un' emot i v i t à forte in q
u e s t o momento : l a linea blu
c o r r isponde a prima della seduta.
Il chakra del cuore è in iperattività (la zona superiore
alla linea nera, mentre quella in ipoattività è quella
inferiore) e tutti e sette sono in squilibrio, cioè non allineati.
Questi chakra comunicano confusione e mancanza di chiarezza ed il maggiore
squilibrio, rappresentato dal maggior dislivello, è tra 4°e
5°chakra, quindi tra il sentire la propria verità ed il coraggio
di esprimerla.
Tutti i chakra misurati dopo la seduta, rappresentati dalla linea rossa,
sono passati al valore positivo (sopra la linea nera) allineandosi completamente,
denotando un maggior equilibrio interiore.
In conclusione le misurazioni effettuate hanno confermato che l'energia
(prana ?) convogliata nel corpo attraverso la pratica di una sessione
di 40 minuti di respirazione circolare, ha prodotto un effetto di riequilibro
generale del livello energetico del soggetto, una diminuzione del livello
di stress, nel caso specifico della iperattività, e un riallineamento
dei chakra, inducendo uno stato di maggior benessere psico-fisico.
Sarebbe interessante monitorare questi risultati nel tempo soprattutto
con riferimento ad un intero ciclo di sedute di Rebirthing ed a soggetti
che presentano situazioni specifiche diverse, ma la strada alla sperimentazione
sugli effetti del Rebirthing Breathwork è aperta e, grazie al
GDV, sarà ora anche documentata".
1 K.Korotkov è professore e ricercatore all'Università
di San Pietroburgo è presidente della I.U.M.A.B.(Unione Medica
Internazionale di Bioelettrografia Applicata) di cui la dott.ssa Puntaroli
è m e m b r o sostenitore.
In Russia il Mi n i s t e r o della Salute sostiene l'utilizzo del G
DV i n campo medico come strumento a u s i l i a r i o alla medicina.
* Eugenio Vignali è rebirther, counselor, operatore
olistico, da 25 anni ricercatore della Coscienza, ha sperimentato e
praticato molte tecniche e discipline psico-corporee e di crescita personale,
elaborando un originale metodo di lavoro, basato sulla respirazione,
che propone incorsi, seminari e sedute individuali. Ha scritto e tradotto
molti articoli sul tema del Rebirthing Breathwork, e collabora per la
sua diffusione con centri e associazioni in diverse parti d'Italia.
Cura il sito di informazione sul tema del respiro
www.respiroconsapevole.it
Elena Puntaroli è psicologa, naturopata e specializzanda
in psicoterapia corenergetica. Il suo interesse per la cultura dei nativi
americani l'ha portata a Taos, New Mexico, dove oltre ad immergersi
nella saggezza antica degli indiani Pueblo, ha incontrato un ricercatore
e maestro, Krishna Madappa, collega del prof. K.Korotkov, che ha segnato
molto il suo cammino. Ha partecipato al congresso internazionale “Science
Information Spirit” in Russia e da allora ha introdotto il GDV
nella sua pratica professionale e di ricerca.
Possibili effetti della respirazione del Rebirthing sulle cellule
cancerose
La prima scoperta fu del Premio Nobel Dr. Otto Warburg, direttore
dell'Istituto di Fisiologia Cellulare Max Plank, di Berlino.
Egli confermò che la precondizione chiave allo sviluppo del cancro
è una carenza di ossigeno a livello cellulare.
Effetti della respirazione del Rebirthing nei pazienti cardiopatici
“… una respirazione sana e corretta dovrebbe essere
la prima cosa che si insegna a un paziente cardiopatico".
Uno studio olandese condotto dal Dr. Dixhoorn, confronta due gruppi
di pazienti cardiopatici:
primo gruppo - è stata insegnata una respirazione affine a quella
del Rebirthing;
secondo gruppo - non è stata data nessuna indicazione sul respiro;
nel primo gruppo nessuno ha avuto un secondo episodio cardiaco;
nel secondo gruppo il 60% dei pazienti ha avuto un secondo attacco nei
successivi due anni”.
Effetti della respirazione del Rebirthing sul sistema linfatico
Il Dott. Jack Shields, endocrinologo, ha condotto una ricerca
sugli effetti della respirazione intensa sul sistema linfatico
Utilizzando microcamere all'interno del corpo, ha scoperto che la respirazione
diaframmatica profonda (quella simile al Rebirthing) stimola la pulizia
del sistema linfatico creando un effetto vuoto che risucchia la linfa
all'interno del flusso venoso.
In questo modo l'eliminazione di tossine aumenta fino a 15 volte!
Effetti della respirazione del Rebirthing sulla pressione sanguigna
Un'elevata pressione arteriosa accompagna stati fisici caratterizzati
da una respirazione veloce e superficiale.
Modificando questa respirazione con una piena, lenta e diaframmatica
, la pressione sanguigna diminuisce notevolmente.
Effetti della respirazione del Rebirthing sulla produzione
di endorfine
La respirazione controllata, ossia la tecnica adottata tanto
dai maestri Yoga quanto dalle partorienti, è estremamente potente.
Esiste una quantità di dati da cui risulta che i cambiamenti
nel ritmo e nella profondità della respirazione producono cambiamenti
nel numero e nelle specie dei peptidi* che vengono rilasciati.
Portando questo processo a livello di coscienza o facendo qualcosa per
alterarlo, o trattenendo il fiato o respirando molto in fretta, si ottiene
che i peptidi si diffondano in tutto il liquido cerebrospinale nel tentativo
di ristabilire l'omeostasi, ossia il meccanismo che serve a ristabilire
e mantenere l'equilibrio.
E dato che molti di questi peptidi sono endorfine, cioè oppiacei
naturali, insieme ad altre sostanze che alleviano il dolore, si ottiene
ben presto una diminuzione del dolore o un incremento di benessere!
Quindi non c'è da stupirsi che tante tecniche, sia nell'antichità
sia nella New Age, abbiano scoperto la potenza insita nel controllo
della respirazione.
Il legame peptidi-respirazione è ben documentato:
in pratica tutti i peptidi che si trovano nell'organismo sono presenti
nell'apparato respiratorio!
Questo substrato peptidico può fornire la spiegazione scientifica
dei potenti effetti risanatori degli schemi di respirazione controllata.
*peptidi = ormoni, ovvero sostanze informazionali prodotte da tessuti
corporei che vengono trasportati dalla circolazione sanguigna in altre
zone al fine di ottenere modificazioni fisiologiche.
Ospito con piacere un intervento del Dr. Domenico Surianello,
psicoterapeuta e ricercatore, con un breve saggio dal titolo:
"Il respiro come rimedio ansiolitico e miorilassante nelle
somatizzazioni psiconevrotiche "
Diversi Autori e psicoterapeuti del passato hanno già
sperimentato con successo l'esercizio respiratorio , su pazienti affetti
da disturbi d'ansia somatizzata.
AIGINGER faceva osservare che trattandosi di un esercizio
volontario, controllando l'impulso nervoso proveniente dall'inconscio,
esso può modulare il controllo della tensione dei muscoli diaframmatici.
Attraverso la tensione e il rilassamento del diaframma, tale esercizio
attenua la tensione dei muscoli sopra e sotto diaframmatici.
SCHULTZ ha dato grande importanza alla funzione respiratoria
come esercizio base nell'introduzione della tecnica del training autogeno.
Secondo l'Autore, una buona respirazione, associata alla concentrazione
mentale, facilita il rilassamento muscolare.
Dal canto suo JACOBSON nel rilassamento progressivo
la indicava come prima tappa per giungere alla concentrazione mentale
sul corpo. Secondo quest'ultimo, l'esercizio respiratorio migliora la
percezione della tensione e della distensione dei muscoli striati.
DE AJURIAGUERRA , utilizzando la tecnica della respirazione
addominale, faceva notare che soggetti con disturbi tonico-psico-affettivi
trovavano il controllo delle loro reazioni impulsive.
Introducendo la tecnica della psicoterapia a breve termine, egli descriveva
due gruppi di soggetti come possibili beneficiari.
Nel primo gruppo inseriva gli iperemotivi con reazione vegetativa variabile
e instabile, sempre in attesa di un pericolo.
Questi sono soggetti che presentano disturbi comportamentali di tipo
isterico o isteroide.
Nel secondo gruppo collocava i tonico-caratteriali con pulsioni aggressive.
Questi pazienti sentono la propria aggressività nel corpo di
coloro verso i quali è diretta.
L'aggressività non la esternano, la introiettano, la spostano
sul piano viscerale. L'aumento della tensione nel corpo di questi soggetti
provoca modificazioni viscerali.
Altri Autori, europei e statunitensi, mediante l'utilizzo della respirazione
diaframmatica addominale allenano pazienti all'osservazione delle funzioni
del proprio corpo.
Introduzione
Alla luce dell'esperienza dei diversi Autori, la psicoterapia a breve
termine, mediante l'utilizzo dell' esercizio respiratorio , è
da ritenersi utile per la risoluzione rapida dei disturbi somatizzati
negli organi sopra e sotto diaframmatici.
Gli effetti della compressione e della decompressione, prodotti dall'atto
respiratorio, consentono di intervenire per modificare l'attività
degli apparati respiratorio, cardiovascolare, digerente, ed urogenitale.
La fase inspiratoria esercita una spinta attiva sul diaframma e passiva
sui muscoli addominali.
Viceversa, nella fase espiratoria una spinta attiva avviene sui muscoli
addominali e passiva sul diaframma.
Con questa attività meccanica si sviluppa un esercizio ginnico-fisico
vero e proprio su tutti gli organi toraco-addominali.
L'allenamento consente ed obbliga gli organi addominali al mantenimento
della forma anatomica, a migliorare la loro fisiologia e ad occupare
lo spazio topografico di pertinenza.
L'esercizio richiede una frequenza giornaliera, con un tempo medio consigliato
di cinque minuti all'inizio e cinque minuti alla fine della giornata.
Nella seduta serale, è utile un intervallo di almeno trenta minuti
tra la fine dell'esercizio e l'inizio del riposo.
Questo spazio di tempo consente al rene di filtrare gli elementi di
rifiuto mobilizzati e riversati nel torrente ematico, proprio durante
tale attività ginnico-fisica. Altrimenti, se il rene non ha il
tempo di filtrare, i rifiuti tornano a depositarsi negli organi di provenienza.
Effetti sull'apparato respiratorio
L'uomo alla nascita respira mediante l'utilizzo dei movimenti
dei muscoli addominali. Successivamente, per motivi ambientali e di
cultura, passa alla respirazione toracica. Il ripristino della respirazione
originaria è l'obiettivo della respirazione diaframmatica. L'allenamento
consente di migliorare ed aumentare la capacità respiratoria.
Tale capacità della respirazione toracica è di circa un
litro, mentre quella diaframmatica addominale può superare i
quattro litri.
Inoltre, la toracica richiede sedici-venti atti respiratori al minuto
quella addominale, massimo, sei-otto.
L'aumento della capacità respiratoria migliora lo scambio gassoso,
O2-CO2 e le numerose attività delle cellule epiteliali degli
alveoli e dell'intero albero bronchiale.
Distacca e rimuove le sostanze di rifiuto dalla superficie alveolare,
facilitando anche la loro l'eliminazione.
L'atto respiratorio ha inizio con la modifica del ph ematico, quando
la CO2 raggiunge il livello percettibile dai recettori specifici scatta
l'impulso in direzione dei muscoli
respiratori.
Effetti sull'apparato cardiovascolare
In soggetti con disturbi di tipo tonico-caratteriale è
un ottimo esercizio nel controllo e nel dominio delle tachicardie.
La riduzione delle pulsazioni e il miglioramento del ritmo cardiaco
sono l'effetto benefico dell'aumento della capacità respiratoria.
Inoltre, il miglioramento della respirazione delle cellule nervose delle
aree cerebrali specifiche consente un maggiore controllo su tutto l'organismo.
Effetti sull'apparato digerente
La diade tensione-distensione prodotta dal movimento respiratorio,
mediante la tecnica di inspirazione e pausa-espirazione e pausa, apporta
dei benefici sull'intero tubo digerente.
L'esercizio interviene sul vago migliorando gli effetti nervosi del
simpatico e del parasimpatico e di tutta la parte neurovegetativa degli
organi addominali.
Migliora la digestione, l'assorbimento delle sostanze alimentari e il
transito del contenuto intestinale, agevolando, appunto, l'attività
peristaltica.
Questo miglioramento dell'attività gastrica consente di evitare
l'erosione della parete dello stomaco e le formazioni ulcerose dello
stesso e del duodeno. Si evitano anche costipazioni e diarree.
Effetti sul fegato e sul rene
La corretta compressione e decompressione mirata sul basso
ventre consente di evitare la formazione di calcoli nel fegato.
L'esercizio provoca il rimescolamento continuo del secreto epatico ed
impedisce l'aggregazione degli eventuali cristalli precipitati.
Come sappiamo, il ristagno della bile nei dotti epatici, nel coledoco
e nella colicisti, in soggetti predisposti, può dare origine
a formazioni aggregative.
Parimenti lo stesso procedimento con gli stessi meccanismi si può
verificare a carico dei reni, dei calici e della vescica urinaria.
Esercizi stabili, della durata di cinque minuti, mattina e sera, possono
essere la terapia alternativa a quella farmacologica nei soggetti predisposti
a formazioni calcolose.
Effetti in alta quota del Respiro controllato, lento e profondo
Presentati al congresso internazionale di medicina di montagna “Una
montagna di salute” i risultati preliminari di alcuni studi condotti
sugli alpinisti della spedizione all'Everest del 2004.
Tra gli altri paiono particolarmente interessanti i dati riguardanti
la ventilazione polmonare.
Un team di ricercatori, guidati da Luciano Bernardi e Annalisa Cogo,
ha studiato in undici alpinisti alcuni parametri respiratori (la ventilazione
minuto, la frequenza respiratoria, il volume corrente, la saturazione
in ossigeno ecc.) sia a livello del mare, sia al campo base (5150 m)
all'arrivo e in corso di acclimatazione.
Di essi, un gruppo raggiunse la vetta dell'Everest senza ossigeno (gruppo
1) un altro non la raggiunse o utilizzò l'ossigeno (gruppo 2).
Al terzo controllo, in corso di'acclimatazione, sono emerse differenze
statisticamente significative tra i due gruppi.
In particolare, anche se in tutti i soggetti l'esposizione all'alta
quota aveva provocato un aumento di ventilazione, i soggetti del gruppo
1 (vetta senza ossigeno) al terzo controllo presentarono una minore
ventilazione minuto, una minore frequenza respiratoria, e una minore
risposta ventilatoria all'ipossia rispetto al gruppo 2, mentre la saturazione
in ossigeno risultò sovrapponibile.
In sostanza gli alpinisti del gruppo 1 dimostrarono una maggiore efficienza
ventilatoria.
Essi potevano ancora aumentare la loro ventilazione con la salita ulteriore
di quota, senza raggiungere livelli prossimi ai loro limiti.
Pare quindi che un respiro controllato, lento e profondo, permetta di
ossigenare bene il sangue, senza portare all'esaurimento l'apparato
respiratorio.
I dati sono stati confermati dal racconto delle sensazioni soggettive
di Alex Busca, uno degli alpinisti studiati, presente in sala come testimonial
del congresso.
Effetti sulla sensibilità del baroriflesso arterioso
nei pazienti con malattie cardiache croniche
Il Dr. Luciano Bernardi, con uno studio pubblicato il 17 gennaio
2002, afferma:" Il respiro lento aumenta la sensibilità
del baroriflesso arterioso nei pazienti con malattie cardiache croniche"